La meccanica degli Yes-Men

La Cultura e la Conoscenza sono nemici dell'Obbedienza Cieca.

La Cultura e la Conoscenza sono nemici dell’Obbedienza Cieca.

Nel mio primo post ho parlato della tendenza dell’uomo medio, non importa in quale paese del mondo, ad obbedire alle figure di autorità in modo automatico. In questo second post –god damn, mi sono fatto attendere- vorrei concentrarmi sui meccanismi specifici di questo processo. Quali tipi di persone obbediscono più facilmente e perché, e in quali scenari si cerca addirittura di sfruttare questa attitudine in noi insita.

Oltre alla politica, ovviamente.

É quantomeno palese che negli scenari politici faccia comodo avere un’intera popolazione di Yes-Men, che non fanno altro che annuire e si fanno passare addosso qualunque cosa semplicemente perché è un’azione/ordine dietro cui c’è una figura che percepiscono come autoritaria, cioè superiore a loro. Non importa se questa persona si è mostrata palesemente e più volte come un bugiardo, auto-contraddicendosi più volte, tornando sui suoi passi e rivelandosi così palesemente inaffidabile ed incoerente. Finché lo si percepisce come figura di autorità, gli si fa passare tutto e lo si continua a sostenere.

Un’altra realtà in cui questo meccanismo mentale è utile e viene sfruttato a più riprese è quella militare. Siamo abituati a pensare il peggio di noi stessi e dell’umanità in generale, non senza motivo, ma fondamentalmente l’uomo medio da un’altissimo valore alla vita. Se lasciato libero di decidere, il 96% di noi tende a scegliere di non uccidere se messo di fronte a questa dilemma. Per questo si da tanta importanza alla presenza degli ufficiali e/o al continuo monitoraggio dei soldati in situazioni di combattimento.

Uno storico Americano della seconda guerra mondiale che era un generale di brigata durante le battaglie sostenute dagli Stati Uniti nell’Oceano Pacifico, S. L. A Marshall, poi divenne lo storico ufficiale delle operazioni in Europa e si trovò ad osservare che senza la presenza di ufficiali sul campo la cadenza di fuoco dei soldati calava immediatamente del 20%, senza contare i colpi mancati intenzionalmente. Notava inoltre un incremento nel sollievo percepito dai soldati. Scrive Marshall che questo sollievo:

“Non era a causa di una qualche realizzazione che fossero improvvisamente più al sicuro, ma a causa della benedetta consapevolezza che per un periodo di tempo non erano costretti ad uccidere.”

Tuttavia, la presenza di una figura autoritaria sovverte anche questo nostro istinto di preservazione della vita. La coscienza esiste sempre, ma può essere messa in secondo piano od ingannata. Ma può anche essere aiutata, rinforzata da alcuni suoi compagni ed alleati.

La prima è l’Empatia. Ritornando all’esperimento di Milgram di cui ho parlato nel precedente post, uno dei soggetti del test che non ha proseguito la procedura di continuare a dare scosse ad un’altra persona era un elettricista. Nel suo lavoro si era ritrovato più volte a ricevere piuttosto che a dare scosse, quindi sapeva bene quanto potessero essere dolorose. Conoscere ciò che stava infliggendo ad un altra persona aiutò la sua coscienza a prevalere sull’autorità, rappresentata dal ricercatore il cui compito era pressarlo a continuare.

knowledge-n-action-equal-powerLa seconda è l’Orgoglio. Altri soggetti del test non hanno proseguito semplicemente perché non vedevano il ricercatore come una figura autoritaria. Vedere qualcuno come un proprio pari o una persona inferiore ci porta a dubitare e ad analizzare più criticamente e più facilmente le loro proposte e decisioni. Tra questo tipo di persone saltate fuori dall’esperimento di Milgram quelle che più spesso hanno agito così erano quelle con un istruzione medio-alta e superiore.

È interessante notare come, in entrambi I casi, la riscossa, il punto di partenza per la messa in discussione della figura di autorità sia la Conoscenza. L’elettricista si è fermato perché sapeva quello che avrebbe inflitto al soggetto nell’altra stanza, mentre altri non vedevano la figura del ricercatore come autoritaria perché la loro cultura li faceva sentire come loro pari, almeno a livello decisionale.

Visto che la Conoscenza e la Cultura sono elementi così importanti per la coscienza e sono i più acerrimi nemici dell’obbedienza cieca, è solo logico che molti dei più in-famosi figuri della nostra storia siano andati ad intaccare sempre prima la cultura collettiva dei paesi conquistati. E al giorno d’oggi è chiaro che una qualunque persona o gruppo di tali che vogliano il controllo di un paese si pongano come primo Step il controllo dell’Informazione ed il controllo e/o danneggiamento del sistema educativo, magari con tagli pazzeschi o riforme idiote.

… Mi ricorda qualcosa. Prima di lasciarvi, vi ricordo che prima ho menzionato che il 96% della popolazione mondiale agisce sempre guidati dalla propria coscienza potendo. Nel prossimo post, vorrei parlarvi di quel restante 4%.

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